Nessun tentativo ha permesso in laboratorio di riprodurre il sangue con le sue stesse caratteristiche (ad es. la sua coagulazione), che può avvenire sia dentro i vasi sanguigni che fuori. Proprio per le sue caratteristiche di non riproducibilità artificiale si è capito quale è l'importanza del sangue, sia per il singolo soggetto che per la collettività.

Il principio di salvaguardare la vita passa anche attraverso la terapia del sangue, che necessariamente può essere ottenuto attraverso un altro essere umano.

L'"oro rosso" (il sangue, per la sua importanza) non è mai abbastanza se il bisogno continuo dato dalle emergenze quotidiane passa attraverso la consapevolezza e la solidarietà dei cittadini che con un loro gesto di donazione potrebbe venire incontro ai bisogni di questo tipo di terapia. 

DUNQUE, PERCHÈ DONARE?

  1. Per gli altri. Per altri intendiamo qualsiasi persona che in condizioni di urgenza ed emergenza sanitaria ha bisogno di sangue. Se pensiamo ai bambini, in quanto colpiti in alta percentuale di leucemie. Se pensiamo ai ragazzi, per l'alta incidenza di incidenti stradali. Se pensiamo alla nostra Sardegna, per l'anemia mediterranea. Se pensiamo agli adulti, per gli interventi chirurgici. Se pensiamo agli anziani, per le anemie da carenze alimentari.
  2. Per noi stessi. Essere donatore non solo nasce da un gesto d'amore verso il prossimo e quindi la solidarietà umana potrebbe far sì che oggi il sangue lo diamo, ma forse domani potremmo riceverlo. Ma sempre per noi stessi, donare il sangue significa sottoporsi a controlli periodici che permettono di poter monitorare la nostra salute. Sapere quale gruppo sanguigno e quale fattore RH hai è già un buon punto di partenza.
  3. Controllare la speculazione laddove dovesse emergere è certamente un dovere delle istituzioni sanitarie.